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Psicologia dell'escursionismo

Quanto sotto riprende un interessante articolo dedicato alla psicologia dello scialpinismo che si può ben applicare anche alle ciaspole, e, con i dovuti adattamenti, a svariate attività umane, non solo sportive. Il testo è datato ma quantomai attuale.

Lupo, cavallo, gregge .. metafore dal mondo animale per individuare alcune delle trappole “euristiche”, ovvero quei meccanismi psicologici che fanno dimenticare all’escursionista i pericoli cui va incontro. E’ bene conoscerle, per un’utile autoanalisi o per individuarla in un amico che ci sta accompagnando.

La più classica è la trappola della FAMILIARITA’, ovvero quella sensazione di sicurezza e “over-confidence” che può caratterizzare chi si approccia ad un percorso che ha seguito svariate volte. Ovviamente l’esperienza è una virtù ma non deve portare a trascurare la variabilità delle condizioni oggettive che, soprattutto in inverno, cambiano ogni giorno. L’obiettivo è evitare che la perfetta conoscenza di un itinerario porti a sminuire la presenza di pericoli potenziali, sforzandosi di analizzare il contesto come se lo si affrontasse per la prima volta!

Altrettanto pericoloso è l’ECCESSO DI DETERMINAZIONE che può portare ad accanirsi su un percorso trascurando i segnali negativi. E’ tipico in chi, ad esempio, ha pochi giorni a disposizione (settimana bianca) o vuole sfruttare condizioni particolari (neve fresca, un lungo viaggio apposta per effettuare il percorso). Il “lupo” prende il sopravvento in chi desidera a tutti i costi arrivare in vetta, meglio se per primo, trascinando con sè il gruppo. Il “cavallo” si impadronisce di chi invece smania per il rientro alla base.

CONSENSO SOCIALE: l’adozione di comportamenti a rischio può riguardare chi vuole affermarsi all’interno di un gruppo specie se composto da donne sulle quali fare colpo per spregiudicatezza o coraggio.

SCARSITA’ ED EUFORIA si possono collegare all’ECCESSO DI DETERMINAZIONE ed alla sindrome del lupo perchè portano a sottovalutare i pericoli oggettivi pur di arrivare in vetta o di godersi l’escursione tanto desiderata (la scarsità di occasioni utili correlata all’euforia di avere una.. chance per portare a termine un’escursione desiderata).

EFFETTO GREGGE. Riguarda chi si affida ciecamente ad un “esperto” evitando di valutare criticamente le condizioni cui va incontro e, magari, sollevare qualche dubbio nella mente del più esperto del gruppo. La persona che conduce il gruppo non deve essere semplicemente la persona più allenata e che più conosce la montagna, deve anche avere le giuste conoscenze  ma anche la capacità di mettere in discussione le proprie idee.
Tipico comportamento da gregge è anche quello di chi segue le tracce altrui dando per scontato che nulla accadrà perchè… “son già passati altri”.

COMPETITIVITA’ SOCIALE La mancanza di un esperto affermato o la compresenza di più esperti può spingere a “duelli” molto pericolosi per la sicurezza dell’escursione, nessuno vorrà apparire come il più timoroso, rinunciando così alla prudenza.
Un bagno di umiltà e la condivisione delle decisioni sono il nodo cruciale per superare questa trappola.

APPRENDIMENTO NEGATIVO L’auspicio è non trovarsi mai nella situazione di provocare una valanga o vederne una provocata da altri. L’evento è più raro della “mancata valanga”, pertanto è difficile costruirsi un apprendimento positivo generato sull’esperienza.

Leggete di più al link: http://www.aineva.it/pubblica/neve66/1_igor.html da cui abbiamo tratto questa tabella (clic, apre un pop-up)

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