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CORNO DEL RENON


IN BREVE
Partenza: Pemmern (1530 mslm) oppure Corno di Lago Nero (arrivo funivia, 2070 mslm)
Arrivo: Corno del Renon, 2270 mslm
Difficoltà e pericoli: Percorso sicuro salvo situazioni eccezionali.
Le foto: gli eccezionali panorami dalla sommità del Corno del Renon. In basso a destra, in particolare, si riconoscono Sassolungo e Sassopiatto.

Lungo le pendici del Corno di Renon, massima elevazione di un sistema montuoso che si estende tra la valle dell’Adige, la valle dell’Isarco e la val Sarentino, poco a nord della città di Bolzano, si arriva a godere di un superbo panorama: si ammirano, da 2270 metri di quota, le Dolomiti ladine (Odle, Sella, Sassolungo, Sassopiatto, Catinaccio, ...) , le Alpi confinali e la valle dell'Adige.
In lontananza, le Dolomiti di Brenta, qualche cima del gruppo Adamello - Presanella e le tozze vette di Paganella e monte Bondone.
La partenza può essere Pemmern, a 1530 mslm, poco oltre Collalbo, capitale turistica dell'altopiano di Renon. In verità, a Pemmern si può risparmiare qualche energia e salire fino ai 2069 mslm della cima del Corno di Lago Nero in cabinovia. La scelta di risalire a piedi questo primo dislivello, tuttavia, consente di godere della magia del bosco d’inverno, ben ombreggiati da una fitta foresta di abeti.
Si procede, dunque, da Pemmern (1538 mslm) fino a Corno di Sotto (Unterhorn), nei pressi della cima di Lago Nero (Schwarzseespitze, 2070 mslm), dove chi è salito in funivia si incontra con chi ha deciso di partire a piedi.
Si prosegue su un percorso battuto e frequentemente segnalato (percorso invernale "certificato" Premium Panorama, per informazioni www.renon.com) che sale fino alla vetta del Corno di Renon, a 2270 metri di altitudine. Partire già in quota permette dunque anche ai meno allenati di godere di una piacevole passeggiata senza fare troppa fatica visto che il dislivello (da Corno di Lago Nero) è contenuto e la traccia battuta rende agevole il passo.
In discesa, invece, chi ha più dimistichezza con le ciaspole potrà divertirsi con qualche “taglio” nella neve fresca perdendo quota rapidamente negli spazi tra la traccia percorsa in salita e la pista da sci.

Come ben illustra il "Tavolo Rotondo", panoramica installazione a due passi dalla stazione a monte della cabinovia, la vista da queste pendici montuose è davvero estesissima.
A sud la valle dell’Adige fino a scorgere la Paganella, il monte Bondone e l’intera catena delle Dolomiti di Brenta oltre la quale spuntano Carè Alto e parte del ghiacciaio dell’Adamello.
In primo piano, risaltano invece ad est: il Catinaccio, lo Sciliar, la Marmolada, il Sassopiatto ed il Sassolungo, il gruppo Sella, le Odle ed il Sass de Putia e più a nord le Alpi confinali, spesso cariche di neve. Dalla vetta, infine, si domina un vasto altopiano dal "sapore" artico: una distesa di neve, qualche baita e qualche recinto. Un trionfo di bianco!

Questo percorso è uno dei trentatrè itinerari più belli delle Alpi proposti dal libro "Ciaspole! L'inverno in neve fresca", disponibile cliccando sul sito www.amazon.it. Non solo foto ed itinerari ma anche la possibilità di dialogare con l'autore per dettagli e curiosità sui percorsi proposti.


















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