











una ciaspolata in val d'Ayas per affacciarsi sui Quattromila
IN BREVE
Partenza: Saint Jacques des Allemands, ultimo paese della Val d'Ayas, a 1689 mslm
Arrivo: Palon di Resy, 2674 mslm
Difficoltà e pericoli: fino al bacino artificiale a breve distanza dalle piste da sci, itinerario sostanzialmente sicuro. Oltre è richiesta neve assestata e elevata capacità di valutazione locale del pericolo.
Appoggio eventuale al rifugio Ferraro, durante il periodo di apertura: tel. 328/3285050
Un grande classico dell'escursionismo invernale e dello scialpinismo in Val d'Ayas è il Palon di Resy (2673 metri di altezza): un rilievo che appare tondeggiante se guardato da sud, ma che svela un profilo aspro e verticale osservandolo da ovest. La ciaspolata richiede un impegno notevole, poiché supera i mille metri di dislivello; lo sforzo è variabile in base alla qualità della neve e alla presenza di una traccia battuta.
Si parte da Saint Jacques des Allemands imboccando lo Chemin de Resy, appena dietro la chiesa, e proseguendo lungo il sentiero estivo numero 9. Il tracciato, a tratti delimitato da steccati, guadagna quota con decisione tra i larici, tagliando i tornanti di una più sinuosa strada forestale. In questa prima fase, il fitto bosco lascia intravedere solo il profilo del Palon di Nana, la più svettante tra le cime che accompagnano l'escursionista verso la prima tappa intermedia.
Giunti a Resy (2066 m), il panorama si apre improvvisamente sulle tre Cime Bianche (Gran Sometta, Bec Carré e Pointe Sud) mentre dietro il Palon di Nana ed il monte Croce s’innalzano il Petit ed il Grand Tournalin.
Vale la pena fermarsi qualche minuto a Resy e respirare l’autentica anima Walser: l’antico villaggio è un gioiello di architettura alpina, dove spiccano i rascard in legno di larice scuro. Queste strutture risalgono a periodi variabili tra il XVI ed il XIX secolo: la posizione, oggi solo scenografica, era in passato strategica perché posta sulla direttrice che da Ayas portava a Gressoney e, più a lungo respiro, fino ad Alagna Valsesia (walser come le due località valdostane) fino ai territori del Ducato di Milano. La popolazione walser insediata a Saint Jacques des Allemands animò i traffici commerciali per tutto il Medioevo, bloccata solo dall’avanzamento dei ghiacci durante la Piccola Età Glaciale del Seicento. Osservando queste baite, balzano all'occhio i caratteristici sostegni "a fungo" (un pilastrino di legno sormontato da un disco di pietra), che servivano a isolare il granaio dai roditori e dall'umidità. A Resy il nucleo è particolarmente denso, testimonianza di una comunità che cercava protezione collettiva contro il clima rigido dell'alta quota e si raccoglieva addossando le case l’una all’altra, senza sprecare spazio coltivabile.
Oggi il villaggio ospita due rifugi: il rifugio Ferraro (fondato nel 1932 ma ricavato in una casa la cui data di costruzione è l’anno 1560, come da incisione sull’architrave) è solitamente aperto anche nel periodo invernale (si consiglia di verificare date e orari) mentre il rifugio Guide Frachey, un incantevole edificio walser, è aperto solo d’estate.

(Resy)
Oltre l'abitato ci si dirige verso est lungo un’ampia pista forestale, spesso battuta dalle motoslitte dei rifugi o dagli scialpinisti, poiché collega Resy alle piste che scendono verso Champoluc dal Colle della Bettaforca (località Ciarcerio).
La si segue per poche centinaia di metri.
Solitamente la traccia per la vetta devia sulla sinistra ricalcando il sentiero estivo, che lascia la forestale in corrispondenza di un masso e di un traliccio (segnale giallo sulla roccia). In assenza di un percorso tracciato, tuttavia, l’ascesa diventa tecnicamente impegnativa: richiede capacità di orientamento nel rado bosco di larici puntando verso sud-ovest per intercettare la cresta sommitale a circa 2400 metri di quota.
Nella nostra esperienza, complice una leggera nevicata del giorno prima, non vi era alcuna traccia. Abbiamo proseguito lungo la forestale fino al punto in cui questa piega decisamente a destra verso le piste, appena prima del bacino idrico. Da qui abbiamo individuato un passaggio che ha permesso di salire su un pendio innevato particolarmente ostico: con la neve poco portante, l'avanzata diventa un'impresa atletica e mentale, dove si sprofonda a ogni passo e bisogna trovare la forza (e la collaborazione) per battere una nuova via.
Ad ogni modo, raggiunto un costone roccioso a sud della cima, si punta al crinale occidentale della stessa, tagliando tutto il versante. La salita poi prosegue a zig-zag su pendenze severe fino a scorgere la croce di vetta.
È necessario prestare la massima attenzione alle cornici di neve sull'estremità occidentale e alla stabilità dei pendii centrali, soggetti a rischio valanghe.
Usciti dal bosco la capacità di valutare l’itinerario migliore e la condizione del manto nevoso dev’essere massima.
Dalla cima (2675 m) il panorama è eccezionale: a ovest svetta il Dent d’Hérens, mentre a nord si domina la testata della valle, chiusa da alcuni Quattromila come i tre Breithorn, la Roccia Nera, il Polluce e il Castore. Più a est, la Piramide Vincent.
L'occhio attento riconosce il rifugio Guide d’Ayas incastonato tra i ghiacciai, mentre il più piccolo rifugio Mezzalama è quasi invisibile nel bianco.
La discesa, valutando con attenzione il manto nevoso, permette di divertirsi in neve fresca tagliando i tornanti della salita fino alla forestale, a patto di saper riconoscere i punti sicuri.

(Scendendo dalla vetta, affacciati sulla Val d'Ayas)
Se una volta tornati a Resy si hanno ancora energie, è possibile allungare il rientro passando dal Piano di Verra Inferiore, già visibile dalla vetta. In questo caso si attraversa il bosco con una serie di saliscendi e serpentine fino a intercettare la strada forestale principale. Proseguendo verso il ponticello che apre l'altopiano, ci si trova immersi in un anfiteatro naturale dominato dai Quattromila. Per tornare a Saint Jacques, si segue la forestale principale approfittando dei numerosi tagli nel bosco che accorciano sensibilmente il percorso.
Clicca per aprire la mappa Kompass, da usare esclusivamente come riferimento. I percorsi invernali differiscono spesso da quelli estivi e vanno adattati alle condizioni oggettive (le mappe Kompass abitualmente indicano in azzurro la traccia invernale).
SUL WEB
E per quando la neve si scioglie.. su www.cicloweb.net trovi tante opportunità per camminare d'estate e pedalare tra sentieri, strade e piste ciclabili.
Qualche link per iniziare ad esplorare la Valle d'Aosta su www.cicloweb.net
- pedalate in Valle d'Aosta;
- foto informazioni curiosità sulla montagna valdostana;
- passeggiate in montagna