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Prima di arrivare alla diga Frebasoglia, un'ampia radura innevata al cospetto di Diavolo e Diavolino (scorri la gallery!)
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Il monte Madonnino, a sud del rifugio
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Il rifugio (chiuso) e sullo sfondo, a sinistra, Diavolo e Diavolino
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Conca nevosa ai piedi del rifugio
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Scenari innevati lungo la salita
Lombardia

Rifugio Guido Calvi

IN BREVE
Partenza: dintorni di Carona, tornante verso Carisole (1300 mslm, circa)
Arrivo: rifugio Calvi, 2006 mslm
Tempo di percorrenza: 2h45' in salita.
Difficoltà e pericoli: Con le consuete precauzioni, itinerario solitamente sicuro salvo alcuni punti da valutare in caso di recenti nevicate (taglio dopo l'agriturismo e traverso accanto alla diga). In caso di innevamento eccezionale il tracciato forestale può essere raggiunto anche da scariche spontanee: attendere l'assestamento del manto nevoso.

La salita al rifugio Calvi richiede un impegno moderato e costante: è una delle più belle e stimolanti ciaspolate da fare tra le montagne di Foppolo e dintorni. La salita, ripercorrendo l'innevato profilo della strada di servizio delle dighe idroelettriche, non propone mai tratti eccessivamente ripidi anche se, di converso, offre poco spazio per rifiatare. In meno di tre ore, ma ben più di due, ci si porta dal tornante sopra Carona (dove le indicazioni per il rifugio guidano senza indugio nella giusta direzione) fino alla meta, in un crescendo di vedute ed in un'immersione progressiva nel panorama orobico.
Punti di particolare interesse Pagliari, frazione rurale a breve distanza dal punto di partenza, e la cascata di val Sambuzza, sempre nei primi tratti della ciaspolata.
Un lungo tratto porta poi ad una radura contrassegnata da un agriturismo e da un laghetto, coperto dalla neve, prima di un tratto leggermente più ripido (ed esposto a possibili scariche spontanee dopo le nevicate più copiose): è un breve passaggio che anticipa l'arrivo ad una bella radura dove si gode di un paesaggio fatato: dune nevose caratterizzano la vista, orlata dal profilo dei monti che segnano il confine con la zona dei laghi Gemelli.
Ancora un po' di fatica e si raggiunge un nuovo punto panoramico: poche malghe, un'ampia radura ed il profilo del monte Aga verso ovest.
E' il momento dello strappo più impegnativo che conduce alla diga Frebasoglia. Al tratto più impegnativo segue quello più ostico: costeggiare la diga, infatti, impone un traverso che può risultare insidioso in alcune situazioni (neve dura e ghiacciata o, al contrario, neve cedevole ed in fase di forte fusione). Il pendio sulla destra orografica (sinistra per chi sale) va valutato con attenzione.
E' l'ultimo sforzo perché a breve distanza dalla diga s'incontra il rifugio Calvi che, posto a circa 2000 metri di quota, troneggia in un'ampia radura innevata dove dominano la sagoma del pizzo del Diavolo e del Diavolino, del Grabiasca e del Madonnino.
La discesa avviene sul percorso di salita con qualche possibile variante, a piacere, per godere di qualche momento di svago che solo le ciaspole possono regalare!

Clicca per aprire la mappa Kompass, da usare esclusivamente come riferimento. I percorsi invernali differiscono spesso da quelli estivi e vanno adattati alle condizioni oggettive (le mappe Kompass abitualmente indicano in azzurro la traccia invernale).

SUL WEB
E per quando la neve si scioglie.. su www.cicloweb.net trovi tante opportunità per camminare d'estate e pedalare tra sentieri, strade e piste ciclabili.
Qualche link per iniziare ad esplorare la Bergamasca.
- pedalate in provincia di Bergamo;
- foto informazioni curiosità sulla montagna bergamasca

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