












ciaspolare oltre il Circolo Polare Artico: Lyngstuva e Rundfjellet
Il Lyngenford è uno dei tesori più selvaggi della Norvegia settentrionale. Situato sopra il Circolo Polare Artico, nella contea di Troms, si estende per ben ottantadue chilometri, separando la terraferma dalle imponenti Alpi di Lyngen (Lyngsalpene). Queste montagne, situate sulla penisola Lyngenhalvøya, offrono vette che superano i 1800 metri (come il monte Jiehkkevárri) e affondano verticalmente nelle acque blu del fiordo. Non a caso, infatti, il motto escursionistico della zona è “from the sea to the summit” (dal mare alla vetta), un paradiso per lo scialpinismo e le ciaspole. Qui la natura è ancora indenne dal turismo di massa che affolla - in determinate zone e periodi - la vicina Tromso ed altre zone della Norvegia.
Nell’estremità settentrionale della penisola si trova il villaggio di Nord Lenangen. Usando come base il lodge Xlyngen, abbiamo tracciato due facili ciaspolate perfette per il periodo della notte polare (fine dicembre/gennaio). In questo periodo, dalle 10 alle 15, una magica luce crepuscolare permette di muoversi senza torce frontali e di apprezzare appieno il panorama.
Una delle due l'abbiamo ripetuta anche in notturna e - grazie alla luna piena - è stata un'esperienza fantastica, con la sorpresa di un'aurora boreale!

(Aurora boreale sul fiordo di Lyngen)
LYNGSTUVA (verso l'estremo nord)
La prima ciaspolata parte dalle case di Russelv e conduce verso la punta estrema della penisola: Lyngstuva.
Il percorso: non ci sono difficoltà altimetriche rilevanti. Si rimane in riva al mare, sfiorando un’isolata baita e un punto ristoro (un tipico gapahuk norvegese).
La variante: se le condizioni della neve lo consentono, si può raggiungere il faro e il capanno sulla sommità. Attenzione però al profilo più aspro nella parte settentrionale che richiede la capacità di individuare una via sicura e - di base - richiede neve consolidata.
Il panorama: rimanendo sulla costa si gode di una vista impagabile sull'isolotto Spenna e le isole di Karlsoy e Reinoya, una vera immersione nel Mar di Norvegia.
Curiosità: guardando a nord, tra voi e il Polo non c'è più nulla, se non le Isole Svalbard.
Ma non è finita qui.
Lyngstuva ha una storia millenaria: con il Trattato del 1326 - ad esempio - diventa una sorta di confine con il principato russo di Novgorod (non esisteva ancora una Russia unitaria) e marca il limite oltre il quale lo Zar non poteva esigere tributi dalle località costiere norvegesi. La sua posizione, proiettata nel mare, è strategica per raggiungere acque pescose ma è anche crocevia di diverse culture, dove i norvegesi incontravano non solo i Sami ma anche gli Kven, popolazioni originarie dell'attuale Finlandia. Gli stessi Sami, qui, sono i cosiddetti Sjøsamer, o Sami del mare, profondamente diversi dai cugini dell'entroterra, storicamente connessi all'allevamento delle renne.
A Lyngstuva sono stati rinvenuti diversi reperti archeologici di difficile datazione, ma probabilmente risalenti all'Età della Pietra e del Ferro. Sono state anche individuate tracce di accampamenti con resti di abitazioni ("gamme"), tombe, tumuli e rudimentali postazioni in cui produrre olio ("Hellegroper"): i Sami lo ricavavano dal grasso di foche e balene e lo utilizzavano per illuminare, impermeabilizzare e come merce di scambiavano con prodotti in ferro provenienti dal sud.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, invece, il territorio fu controllato dai nazisti che desideravano controllare da qui le rotte artiche. Lyngen fu anche una sorta di "fronte estremo" oltre il quale non retrocedere quando le truppe tedesche furono respinte dai Russi. Inutile dire quante vite furono perse nel tentativo di avanzare oltre questa linea del fronte, da un lato o dall'altro. La stessa ritirata nazista fu caratterizzata dalla tecnica della "terra bruciata": quasi tutto venne raso al suolo fino alla linea di Lyngen.
Molti furono i prigionieri russi costretti a vivere e lavorare in questo angolo di Norvegia. Le condizioni erano terribili: molti morirono.
Tornando ai Sami, i nazisti tentarono di sradicare la loro cultura, ritenuta inferiore, e confiscarono loro i mezzi di sussistenza e le renne.

(Tornando da Lyngstuva, sotto la luce crepuscolare della notte polare)
AI PIEDI DEL MONTE RUNDFJELLNASEN
Un’escursione esplorativa alle pendici di una montagna alta "solo" 595 metri, ma che appare imponente dal momento che si eleva direttamente dal mare.
Partenza: dal lodge Xlyngen o dalla chiesetta di Nord Lenangen: partendo da Xlyngen si apprezza la costa lungo il fiordo e si cammina per un paio di chilometri lungo la strada. Niente paura: il traffico è pressochè inesistente.
Il percorso: raggiunta la chiesa si svolta a destra. Oltre il cimitero si punta verso un gapahuk (bivacco circolare) e si prosegue verso sud in libera esplorazione, guidati dalla curiosità tentando di guadagnare la vetta dei "panettoni" più panoramici, dove la vista si apre in ogni direzione.
Cosa si vede: a est le Alpi di Lyngen che corrono verso nord; a ovest la cresta montuosa dietro la quale si nasconde la città di Tromso. E poi tutto il fiordo, le isole, le penisole, montagne alte anche più di mille metri che si tuffano nelle acque del mare.

(Vista sul fiordo di Nord Lenangen)
Le opportunità per esplorare il fiordo di Lyngen con le racchette da neve sono molteplici. L'ufficio turistico Visit Lyngenfjord suggerisce anche:
- Skihytta, una sorta di bivacco sopra Lyngseidet/Ivgomuotki. Sono trecento metri di dislivello da Sommarsetveien, con un percorso ben marcato;
- Dalberget, dalla chiesa di Djupvik, un itinerario apprezzato anche dagli scialpinisti. Seguire il sentiero per circa 200 metri dal cimitero di Djupvik. Arrivati a un incrocio, svoltare a sinistra e subito dopo a destra su un piccolo sentiero. Prestare attenzione poiché il fondo può essere ghiacciato e scivoloso. Dopo aver guadagnato pochi metri di quota, raggiungere il fiume Storelva e proseguire verso nord lungo il corso d'acqua fino a incontrare dei cartelli segnaletici. Seguire le indicazioni per Storhaugen. Il percorso attraversa il fiume e continua a salire costantemente. In cima, un grande ometto di pietre segna la località di Dalberget, a 460 metri sul livello del mare. Il rifugio di Dalberget è destinato esclusivamente a visite giornaliere e non è possibile pernottarvi. Lo sviluppo dell'escursione alla baita Dalberghytta è di circa tre chilometri tra andata e ritorno e richiede circa tre ore, oltre al tempo necessario per soste, fotografie o pranzo. Per quanto riguarda l'escursione invernale a Dalberget, è possibile raggiungere la meta anche durante la stagione fredda. Per prolungare l'itinerario è possibile proseguire verso Storhaugen/Boazovárri imboccando il sentiero che da Dalberget risale il fianco della montagna. Sebbene non vi sia un tracciato netto, il terreno è relativamente uniforme e facile da percorrere. Si avverte che le scogliere sulla sommità sono estremamente scoscese sul versante opposto. In inverno, per proseguire oltre Dalberget, è indispensabile possedere nozioni di sicurezza in materia di valanghe.
- Engnes da Skjervøy
- Kvennes attorno al paese di Storslett
- le cascate di Truiskufossen a partire da Kronebutikken, un'escursione con circa duecento metri di dislivello (zona Sørkjosen)
( i dettagli sono raccolti, in inglese, nelle pagine a partire da questo link: www.visit-lyngenfjord.com/activities/hiking/winter-hikes)
Non solo. Se l'idea di visitare questo angolo di Norvegia vi ha incuriosito qui trovate una pagina dedicata a passeggiate ed escursioni a Lyngen e dintorni: https://cicloweb.net/trekking/t-non-solo-nord-italia/trekkinglyngen.htm mentre qui gli itinerari più belli per pedalare lungo il fiordo di Lyngen: www.cicloweb.net/bicicletta/b-non-solo-nord-italia/newlyngen.htm