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In fila, verso la meta (sullo sfondo, passo Sempione) - scorri la gallery!
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Partenza di buon mattino, e colori dell'alba
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L'intenso freddo della notte lascia le sue tracce
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Una mattina magica: appena partiti per la ciaspolata i colori sono questi!
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Inseguendo uno scialpinista verso Hopsche
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Scialpinisti appaiono dalla nebbia
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La nebbia si dirada e lascia spazio al sole
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Il sole prende il suo spazio, la nebbia abbandona il campo
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Alla fine del famoso traverso sotto il Tochuhorn
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Bietschorn
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Sul pendio sommitale, dando le spalle al Dom ed al Taschhorn
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Aletschorn
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Sguardo verso nord
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Mattwaldhorn, a sud, poco distante rispetto alle altre vette
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Hopsche ed il passo Sempione
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Il vecchio ospizio del Sempione
Oltre Confine

Svizzera: Spitzhörli

IN BREVE
Partenza: passo Sempione, 1991 mslm
Arrivo: Spitzhörli, 2737 mslm
Difficoltà e pericoli: richieste ottime condizioni nivometeorologiche ed esperienza nella valutazione della situazione locale. Meglio evitare con forte vento e rinunciare in presenza di nebbia.

La ciaspolata allo Spitzhörli è un impegno non banale da affrontare con le dovute precauzioni. Nulla di proibitivo ma sono necessarie neve assestata, piede fermo ed assenza di nebbia e vento. A livello "neve" la principale insidia è rappresentata dal traverso sotto il Tochuhorn: eventuale neve fresca o comunque non assestata potrebbe scivolare a valle (con o senza sollecitazione) e dunque rappresentare un pericolo non trascurabile. Tale passaggio si può evitare passando più bassi e risalendo poi il pendio in una posizione meno esposta. Se però la situazione non è propizia è bene rinunciare del tutto all'obiettivo e dedicarsi ad una meno faticosa, ma comunque remunerativa, esplorazione del pianoro a valle di passo Sempione salendo e scendendo gli innumerevoli dossi che nascondono secolari gruppi di baite e scorci sempre diversi sulle vette tutt'attorno oltre ad ospitare i due storici "ospizi", vecchio e nuovo, originari del XVII e del XIX secolo.
Se le condizioni lo consentono, dunque, si parte dall'edificio "a torretta", lungo la statale, a breve distanza dal passo (hotel Monte Leone) e dotato di un ampio parcheggio.
Non dovrebbero mancare evidenti tracce di scialpinisti e ciaspolatori a guidare nella parte iniziale dell'escursione.
Si parte, dunque, appena a nord dell'hotel Monte Leone: sono subito evidenti sia il traverso da affrontare sia il vallone, ai piedi dello Staffelgrat, che aprirà le porte verso lo Spitzhörli.
Si scende di pochi metri per poi procedere in saliscendi in direzione nord-ovest: generalmente si possono seguire - solo per i primi passi - le paline segnaletiche che in realtà non portano verso lo Spitzhörli ma guidano lungo il percorso escursionistico attorno al passo. L'abbondanza di frequentatori può creare più tracce in questo primo tratto.
E' Hopsche, un antico gruppo di baite, la prima tappa intermedia, raggiunta in meno di 15': qui si prosegue ancora verso ovest verso le pendici meridionali del Tochuhorn incontrando le indicazioni per Usseri Nanzlicke e portandosi all'inizio del famoso "traverso" allo stesso Tochuhorn. Essendo la ciaspolata riservata a escursionisti preparati ed esperti, la scelta di come affrontare questo traverso (alto, basso oppure ancora più basso risalendo più avanti il pendio) è affidata alla valutazione del singolo, sul posto.
La fine del traverso segna anche la relativa fine delle fatiche perché, anche se il dislivello colmato è solo la metà di quello complessivo, la seconda metà della ciaspolata si svolge su pendenze moderate, seguendo l'andamento di un ampio vallone che prende quota con moderazione, sempre con gli occhi puntati verso lo Spitzhörli che chiude l'orizzonte verso ovest. A nord si erge, invece, ancora il Tochuhorn mentre a sud la vallata è chiusa dalla caratteristica cresta dello Staffelgrat.
Si supera la palina che segnala l'arrivo all'Undre Rossusee (2472 mslm, presumibilmente il laghetto sarà coperto dalla neve) e non si assecondano le indicazioni per Usseri Nanzlicke procedendo invece, senza direzione obbligata ma presumibilmente seguendo le tracce, verso nord ovest, in direzione dell'evidente insellatura (appunto Usseri Nanzlicke). Qui la (nuova) sosta è d'obbligo perché appare all'improvviso l'imponente Bietschorn che merita senz'altro un momento per ammirarne l'elegante imponenza.
Mancano solo poco più di cento metri di dislivello prima di raggiungere i 2737 metri di altezza dello Spitzhorli: il dislivello residuo si colma girando a destra (verso nord) e prendendo quota lungo l'ampio pendio sommitale, senza percorso obbligato, fino alla croce di vetta.
Il panorama, già ampio durante la salita, raggiunge il suo culmine in cima allo Spitzhörli ed abbraccia alcune delle montagne più importanti delle Alpi: a sud, il Dom (terza vetta della catena, alta 4545 metri) ed il Taschhorn, a ovest il già citato Bietschorn, più verso nord l'Aletschorn mentre a nord est spiccano il Wasenhorn, il monte Leone ed il Breithorn. La vista comunque è davvero sterminata, soprattutto verso nord, ovest e sud ovest.
La discesa, più o meno divertente a seconda delle caratteristiche della neve, si svolge sul percorso di salita e richiede nuovamente attenzione al traverso che, per la prevedibile evoluzione diurna delle temperature, avrà "mollato" un po' rispetto al passaggio in salita.

Clicca per aprire la mappa Kompass, da usare esclusivamente come riferimento. I percorsi invernali differiscono spesso da quelli estivi e vanno adattati alle condizioni oggettive (le mappe Kompass abitualmente indicano in azzurro la traccia invernale).

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