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Il rifugio sotto una bella coltre di neve (scorri la gallery!)
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Tracce di salita
Piemonte

Rifugio Gattascosa

Un bel percorso inviatoci da Matteo Bozzi, appassionato ciaspolatore delle valli ossolane

Come arrivare: all'uscita Domodossola della statale del Sempione (non la prima - Domodossola sud - ma la successiva che indica anche Bognanco) seguire la strada appunto per Bognanco (circa 45 minuti) e proseguire per San Bernardo (1600 mslm) con l'omonima chiesa che rappresenta il punto di arrivo in auto e segna la partenza a piedi. Più si sale più la strada si fa stretta, quindi prestare sempre particolare attenzione specie in caso di innevamento. Nel mio caso ho dovuto parcheggiare sul ponte cinquecento metri più in basso a causa dell'eccezionale innevamento, per cui si è aggiunta un'ora e mezza di camminata su strada non sgomberata.
E' consigliabile contattare il rifugio Gattascosa il giorno prima per informarsi (328/3151669).

Nei pressi della chiesa di San Bernardo vi è un rifugio utile specie al ritorno prima di tornare a casa. Il percorso ad anello inizia sulla sinistra e si snoda piacevolmente per buona parte nel bosco; è pressoché impossibile perdersi poiché le tracce degli scialpinisti nonché dei ciaspolatori sono sempre presenti ed evidenti.
In condizioni di innevamento normale si passa poi vicino al lago di Ragozza senza comunque poterlo vedere poiché coperto dalla neve.
Incontriamo alcuni "strappi" in salita che diventano più impegnativi in funzione della consistenza e quantità della neve (nel nostro caso affondavano le ciaspole!); in caso di neve abbondante e conseguente possibilità di scarichi di neve dal fianco della montagna il percorso taglia più a destra verso un bellissimo pianoro per poi riprendere la salita.
Per raggiungere il rifugio Gattascosa incontriamo una brevissima discesa e finalmente tiriamo il fiato; abbiamo impiegato circa 4 ore dalla macchina, quindi in condizioni normali senza fretta ci vogliono circa 2 ore per raggiungere i 2000 mslm del rifugio. Dal rifugio si può raggiungere il passo Monscera, che si trova sul confine svizzero, con un ulteriore sforzo di un'oretta.
Il paesaggio ed il panorama ripagano ampiamente dello sforzo, il rifugio è semplice ma accogliente e i proprietari gentili e disponibili.
Al ritorno ci consigliano, e noi assecondiamo l'idea, di percorrere l'altro versante dell'anello che è battuto dal gatto delle nevi per cui più agevole dell'andata. Qui si percorre l'ampia vallata in leggera pendenza e le ciaspole non sono nemmeno necessarie.
Man mano che si scende ci si addentra di più nel bosco ed aumenta leggermente la pendenza, si affrontano alcuni tornanti e si attraversano un paio di piccoli ponti. Al termine dei tornanti la pendenza si addolcisce, anche perché ci avviciniamo sempre di più al punto di partenza; col senno di poi, è sicuramente meglio partire con questa parte dell'anello in caso di neve davvero abbondante, anche se siamo assolutamente contenti di tutto il giro.
Il mio amico di passeggiata, nonché domese, Luigi Margaroli ci assicura che la passeggiata è altrettanto affascinante anche d'estate anche per la presenza dei laghi come quello del Paione.
In definitiva è un giro assolutamente da fare, praticamente privo di pericoli.
Per chi ha amici a 4 zampe - come accade a me, e vuole portarli con sè - è consigliabile percorrere l'anello dalla parte battuta dal gatto delle nevi.


SUL WEB
E per quando la neve si scioglie.. su www.cicloweb.net trovi tante opportunità per camminare d'estate e pedalare tra sentieri, strade e piste ciclabili.
Qualche link per iniziare ad esplorare la montagna piemontese
- pedalate in Piemonte;
- informazioni sulla montagna piemontese;
- passeggiate in montagna

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