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Malga Bocche rimane distante dalla traccia, sulla sinistra in cima ad un rilievo (scorri la gallery!)
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Salendo nel bosco, verso la cresta
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Nel bosco di conifere sempre più rado
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Verso il Lagorai, il sole fa capolino tra gli abeti
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Pelmo e Civetta dalla dorsale di vetta
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Ancora Pelmo e Civetta dalla dorsale di vetta
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Verso passo San Pellegrino, sullo sfondo la Marmolada
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Risalendo verso la vetta
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Salendo verso la vetta, appaiono sullo sfondo Sassolungo e Sassopiatto
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Scialpinisti in discesa, sullo sfondo le Dolomiti di Brenta e la Presanella
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Croce di vetta: Sassolungo e Sassopiatto
30 - Croce di vetta - Sassolungo e Sassopiatto, Catinaccio.JPG
Anche il Catinaccio appare ad ovest
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Vista sulla Roda di Vael
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Una vista dalla cresta di Cima Bocche
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Lo sguardo si spinge verso Pelmo e Civetta
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Le Pale di San Martino
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Il gruppo del Sella
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La vicina cima Juribrutto e, sullo sfondo,le cime che chiudono a nord passo San Pellegrino
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Pale di San Martino
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La Marmolada dalla vetta
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In risalita
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Le Pale di San Martino
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La Luna spunta dietro le Pale
Trentino

Cima Bocche

IN BREVE
Partenza: strada per passo Valles, 1650 mslm
Arrivo: cima Bocche, 2745 mslm
Tempo di percorrenza: circa 2h45' per la salita
Difficoltà e pericoli: itinerario sostanzialmente sicuro ma posto a quote elevate. Difficoltà di orientamento in caso di assenza di tracce nell'ultimo tratto nel bosco.

La salita a Cima Bocche è una delle più classiche escursioni per ciaspole e scialpinismo della val di Fiemme e del Primiero. Si tratta di un'escursione lunga ma mai severa, sostanzialmente sicura anche se, come sempre, la prudenza impone di valutare la neve e di informarsi preventivamente circa le condizioni del manto e della prevista evoluzione meteorologica. 
La ciaspolata può risultare insidiosa in caso di nebbia dato che, svolgendosi per più di metà del suo sviluppo oltre il limite del bosco, mancano punti di riferimento. Attenzione alle cornici quando, raggiunta la cresta, si vorrà godere degli ampi panorami sulle Dolomiti venete e sulle Pale di San Martino
In assenza di traccia, orientarsi può risultare difficile per chi non ha una conoscenza dei luoghi. Valutare con attenzione.

La ciaspolata prende il via da uno slargo lungo la strada statale di passo Valles, a breve distanza da Paneveggio o dal parcheggio di Pian dei Casoni. Al km 1, circa, si notano le indicazioni CAI sulla sinistra (salendo) verso malga e lago Bocche. Siamo a quota 1650 mslm, più di millecento metri sotto la vetta. 
L'escursione, dunque, ha un dislivello notevole. Lo sviluppo non è da meno. L'assenza di pendenze impegnative, tuttavia, rende la ciaspolata accessibile a chi abbia un minimo di allenamento ed esperienza.

Si prende quota comodamente, nel pieno di un bosco di conifere: qui attorno salivano i liutai, tra cui anche il più famoso di essi, il cremonese Antonio Stradivari, per scegliere il legno migliore per i loro violini. Ciaspolando, però, l'unico suono è quello delle racchette da neve che passo dopo passo risalgono la pista forestale.

In corrispondenza di un tornante verso destra (a quota 1850 mslm, circa) si segue la traccia, ignorando la deviazione verso sinistra, così, poco dopo, si ignora la deviazione verso destra (Juribrutto) proseguendo verso sinistra. Di nuovo, al tornante successivo, si piega a destra lasciando sulla sinistra un ponticello che condurrebbe a malga Bocche.

Malga Bocche, ben distante sulla sinistra, domina invece dall'alto una prima ampia radura che si attraversa longitudinalmente prendendo ancora quota e dirigendosi ad un altro bosco di abeti, stavolta più rado.
Si entra nel punto più "complicato" della salita: in assenza di traccia è difficile orientarsi verso la dorsale. Si mantiene idealmente una direzione N-NE salendo tra gli abeti raggiungendo una bella radura che poi si lascia spazio alla dorsale. In questo punto, oltre all'assenza di traccia, può risultare insidiosa l'abbondanza di tracce (si confonde l'idea di salita con le numerose tracce di chi è sceso tagliando i pendii): è bene individuare la più comoda da seguire per la salita ignorando le (probabilmente) numerose vie di discesa.

Usciti dal limite del bosco, non resta che seguire - per diverse decine di minuti - la dorsale fino alla vetta, posta a 2745 mslm e caratterizzata da un crocifisso.

Gratificante il panorama dalla vetta: la vista sulle Pale di San Martino è grandiosa, più lontani spiccano Civetta, Pelmo, Antelao e svariate altre cime delle Dolomiti ampezzane. A nord, la parete della Marmolada. A sud, la catena del Lagorai. Più vicina, cima Juribrutto (un altro dei percorsi proposti dal nostro sito, clicca) che, probabilmente, sarà segnata, come la stessa cima Bocche, da una lunga teoria di scialpinisti e ciaspolatori.

La discesa avviene per l'itinerario di salita.

Clicca per aprire la mappa Kompass (stralcio da K76 - Pale di San Martino), da usare esclusivamente come riferimento. I percorsi invernali differiscono spesso da quelli estivi e vanno adattati alle condizioni oggettive (le mappe Kompass abitualmente indicano in azzurro la traccia invernale).

SUL WEB
E per quando la neve si scioglie.. su www.cicloweb.net trovi tante opportunità per camminare d'estate e pedalare tra sentieri, strade e piste ciclabili.
Qualche link per iniziare ad esplorare il Primiero, le Pale di San Martino ed il Lagorai.
- pedalate tra Primiero e Pale di San Martino;
- foto informazioni curiosità;
- passeggiate in montagna
Ma anche la val di Fiemme:
- pedalate in val di Fiemme;
- foto informazioni e curiosità
- passeggiate in val di Fiemme

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