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Neve fresca in val Viola (scorri la gallery!)
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Uno sguardo a nord, in val Viola
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Ampia traccia battuta lasciando Arnoga: restando qui, si potrebbero evitare le ciaspole
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Ideale per i bambini
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Ciaspolata frequentata in particolare nei weekend
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Sfiorando antiche baite, quasi tutte ristrutturate
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Edilizia tradizionale
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Il lato più "wild" della ciaspolata, una traccia non battuta, immersa nel bosco innevato
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Solo con le ciaspole: neve fresca!
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Suggestive baite ricoperte di neve
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Fontana di ghiaccio all'agriturismo Caricc
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Un torrente innevato a due passi dall'agriturismo Caricc
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Baita Caricc ed il Corno di Dosdé
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Sole invernale sull'agriturismo Caricc
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Baita Caricc ed il Corno di Dosdé
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In neve fresca all'agriturismo Caricc
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Pista battuta e tracce in neve fresca
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Le baite di Maggengo
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Verso est si apre la val Verva
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Rientrando a Bormio, vista su San Carlo dalla statale
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Pedenosso ai piedi del Monte delle Scale
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Al rifugio Federico in Dosdé
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Rifugio Federico in Dosdè, sullo sfondo le vedrette di Dosdè
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Alpe Dosdé: verso ovest, il Corn da Camp e il Piz Paradisin
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Un po' di relax al cospetto del Corno di Dosdé
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Le vedrette di Dosdé
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Le indicazioni del percorso scialpinistico, quando il rifugio è aperto
Lombardia

Val Viola e rifugio Federico

IN BREVE
Partenza
: Arnoga, frazione di Valdidentro a 1883 mslm (parcheggi lungo la strada oppure appena sotto la forestale della ciaspolata, quest'ultimo, però, potrebbe essere reso insidioso dall'eventuale presenza di ghiaccio sulla ripida rampa in immissione sulla statale).
Arrivo: Agriturismo Caricc, 1999 mslm (tel. 340/7103835), oppure rifugio Federico in Dosdé (tel. 340/4680054)
Difficoltà e pericoli: a metà valle, evitare la strada alta, se le indicazioni in loco lo sconsigliano. Sicuro il percorso basso. Evitare di percorrere il sentiero più basso (che parte dal parcheggio di Arnoga e rimane sotto la strada estiva) se vietato da transenne e avvisi sul posto (segnavia 291).
Tempo di percorrenza: circa un'ora e mezza all'andata, poco meno al ritorno. Se si rimane sulla traccia più battuta le ciaspole non sono prettamente necessarie: detto questo senza racchette da neve ci si priva della possibilità di addentrarsi nella neve fresca, godendo davvero dell'inverno e della sua magia, ed è più difficile affrontare le varie scorciatoie! Come si vede dalle foto, talvolta si cammina su ampia pista battuta, talvolta si galleggia in neve fresca!
Ideale per i bambini anche se un po' lunga: l'ambientazione è pero fiabesca ed attorno alla malga tanta neve fresca in cui giocare. Bisogna considerare che i più piccoli avranno bisogno di qualche "passaggio" nello zaino: non adatta, invece, a bob e slittini per la frequenza di tratti pianeggianti e saliscendi.


Lo scarso dislivello tra le località di arrivo e partenza non deve ingannare! Questa ciaspolata "introduttiva" alla val Viola (i più allenati ed esperti, infatti, potrebbero porsi obiettivi più ambiziosi) non è affatto banale: partendo da Arnoga, si cammina per quasi due ore in piano, superando anche brevi ma severi saliscendi. A fine giornata si saranno cumulati più di undici chilometri ed un dislivello totale di 300 metri.
Le indicazioni si susseguono frequenti e chiariscono ogni dubbio: i gestori dell'agriturismo, poi, battono la traccia con il gatto e pertanto è pressoché impossibile perdersi.
Dopo circa 30-40 minuti di cammino è possibile scegliere tra un percorso "alto" ed uno "basso". Il suggerimento, ovviamente, è quello di farne uno all'andata ed uno al ritorno per godere di panorami quanto più diversi possibile, tuttavia è bene sottolineare che il percorso "alto" è sconsigliato in caso di pericolo valanghe e viene sbarrato da apposite transenne.
Si alternano tratti in un bosco fatato a passaggi in radure innevate e si sfiorano baite dall'antica storia. Qualche pannello informativo regala interessanti informazioni sulla storia della vallata.
Come anticipato, si può percorrere la val Viola anche senza ciaspole ma ci si perde tutto il divertimento dei tagli in neve fresca, la possibilità di scendere e risalire per pendii immacolati ed, infine, la variante ancora più bassa che affianca il sentiero "basso" nella parte centrale della ciaspolata.
Giunti all'agriturismo Caricc il panorama si apre alla testata della vallata regalando emozioni ancora maggiori di quelle provate lungo l'avvicinamento!

Un'alternativa, possibile solo in condizioni di sicurezza e non quando vietata dalle prescizioni locali, è seguire la traccia nel bosco, sotto il livello della strada della val Viola. In sostanza si ciaspola lungo il sentiero estivo 290: si parte dal parcheggio principale di Arnoga e seguendo l'evidente linea del sentiero, si passa alla base dei prati e delle varie baite (attraversate dalla strada più ampia, che corre circa 30-40 metri più in alto) e che si congiunge con il percorso "basso" sopra descritto qualche centinaio di metri prima di passare per le Baite Orsa.

rifugio dosdè

Vale senz'altro la pena fare uno sforzo in più ed arrivare al rifugio Federico in Dosdè. Si ciaspola per mezz'ora a partire dalla Baita Caricc, seguendo il tracciato del sentiero estivo, che prosegue oltre il ponticello appena a monte della baita. Poca fatica per arrivare ad ammirare un meraviglioso ambiente glaciale, ancora più suggestivo in inverno. Qui, a piedi di cime alte più di 3200 metri, come la cima Viola e le cime del Lago Spalmo, si estendono alcune vedrette che - pur se in fase di ritiro - ancora resistono, grazie alla loro esposizione verso nord. Su tutto, anche qui, domina la sagoma del Corno di Dosdè. Oltre l'Alpe Dosdè, verso ovest, lo sguardo arriva a catturare il Corn da Camp ed il Piz Paradisin, monte simbolo della zona di Livigno.
Quando il rifugio Federico è aperto, viene battuta una traccia più ampia, utile in particolare per gli scialpinisti, che evita di passare dalla baita Caricc rimanendo in sinistra orografica da Baita Orsa fino al rifugio Federico.

Due parole sul rifugio Federico in Dosdé, tratte dal sito ufficiale: www.rifugiofederico.it/
"Dal 1995, la sezione di Bormio del CAI ha ristrutturato l’antica baita presente per adibirla a ricovero per alpinisti, scialpinisti ed escursionisti e a poco a poco, dal ’95 ad oggi, grazie soprattutto all’impegno dei volontari, il CAI è riuscito finalmente ad inaugurare il Rifugio. La gestione è stata affidata al noto alpinista di Sondalo ed istruttore delle guide alpine, Adriano Greco. Obiettivo legato all’apertura del rifugio (dedicato a Federico Valgoi, giovane alpinista bormino che ha perso la vita arrampicando nel 2002) è il rilancio dell’alpinismo nella Val Viola e nella Val Dosdè. Il rifugio può ospitare fino a 25 persone per il pernottamento, è dotato di servizi igienici, docce e corrente elettrica". 
 

Ma perchè questa valle è ... "viola"? Si tratta di una voce latina che nel tempo è stata tramandata erroneamente. Era una valle "albiola", cioè bianca per la presenza di neve e ghiacciai, e nei decenni il suo nome si è trasformato in Viola. Peraltro per diverso tempo ci si è chiesti se non dovesse essere il torrente Viola Bormina (o Bormina), anziché l'Adda, ad essere considerato il corso d'acqua principale di tutta la Valtellina!

Clicca per aprire la mappa Kompass, da usare esclusivamente come riferimento. I percorsi invernali differiscono spesso da quelli estivi e vanno adattati alle condizioni oggettive (le mappe Kompass abitualmente indicano in azzurro la traccia invernale).

Cliccando questo link si apre un PDF a cura di Bormio Tourism: PDF
 

E per quando la neve si scioglie.. su www.cicloweb.net trovi tante opportunità per camminare d'estate e pedalare tra sentieri, strade e piste ciclabili.
La Valtellina si raggiunge cliccando questi link (aprono una nuova finestra del tuo browser):
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